wwworkers al femminile, la Rete salverà le lavoratrici italiane?

wwworkers al femminile, la Rete salverà le lavoratrici italiane?

 

 

Questo è stato il titolo del panel che si è tenuto stamattina a Milano nella Sala Auditorium dei Chiostri dell’Umanitaria per la Social Media Week all’interno del Festival della Rete.

L’evento è stato trasmesso in streaming e condotto da Giampaolo Colletti fondatore di wwworkers.

Durante l’incontro si è discusso delle nuove professioni della rete ma in particolar modo del rapporto che intercorre tra lavoro, le aziende e le donne.

Quanto è diffuso il telelavoro in Italia? E il work life balance?

La risposta è poco. Ben poco. Esiste solo in alcune aziende e pmi più illuminate.

Un grande input l’ha dato Microsoft con il suo “Web @l femminile”  che, con i suoi tre percorsi: studio- lavoro-aziende, ha creato un percorso di educazione e alfabetizzazione alla cultura digitale oltre che di filosofia di vita. (In Microsoft, all’Innovation Campus, il telelavoro o la flessibilità della location dove lavorare dentro, fuori e negli spazi attorno all’azienda è molto sviluppata).

Anna Masera, nel suo articolo, riporta qualche dato:

sostiene una ricerca CNA effettuata su un campione di 101 piccole e medie imprese italiane: il 54% delle intervistate ha creato da zero una nuova impresa, mentre il 63% non ha utilizzato alcuno strumento di analisi di mercato, affidandosi soltanto alle proprie capacità e intuizioni.

(…)

 i dati relativi alla piattaforma “wwworkers” dimostrano come siano la maggioranza le lavoratrici italiane che si buttano in Rete rispetto ai colleghi wwworkers: delle 212 professioni attualmente censite su www.wwworkers.it e a fronte di quasi duemila mail di segnalazioni le wwworkers sono il 64%, e sono soprattutto mamme.

 

su e-bay sono 5000 le donne che hanno avviato un’attività di e-commerce

In U.K. il 7% delle donne è in telelavoro.

In Italia solo il 3% delle donne lavora a distanza. Il sistema-Italia è ancora imbalsamato e manca una sostenibilità di welfare allargato. L’Italia dovrebbe rallentare e allentare la cultura del timbro del cartellino.

Una delle cause di questi numeri bassi è la mancanza di self confidence. La fiducia nelle proprie capacità è ancora ad una soglia bassa come pure è bassa anche l’approccio imprenditoriale che le donne hanno di se stesse.

Gli stimoli e gli input (e non mancano neanche gli strumenti) ci sono per poter avviare una rivoluzione negli usi e costumi aziendali. Ciò che manca ancora è il rischio imprenditoriale, l’investimento sulle risorse umane e la fiducia nel proprio personale non più in loco ma a distanza, grazie all’esistenza di internet.

 

 

 






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